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- me: *doesnt sleep, is tired*
- me: *sleeps a bit, is tired*
- me: *sleeps average amount, is tired*
- me: *sleeps a lot, is tired*
- me: *is tired*
La scelta che hai davanti è semplice. Lei, o me.
Io sono sicura che lei è una gran donna, ma vedi, io ti amo in un modo veramente incredibile.
Cerco di amare i tuoi gusti musicali, ti lascio l'ultimo pezzo di torta, potrei saltare dalla montagna più alta se tu me lo chiedessi, e ciò che mi spinge ad odiarti mi porta ad amarti.
Percui prendi me,
scegli me,
ama me.
Grey’s Anatomy, 1x5 (via comequandomihaiguardata)
Anche se, alla fine, non hai scelto Mer.
(via sonoquichetiaspetto)
«Volevo scriverti, non per sapere come stai tu, ma per sapere come si sta senza di me. Io non sono mai stato senza di me e quindi non lo so. Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo di sapere se va tutto bene, a non sentirmi ridere, a non sentirmi canticchiare canzoni stupide, a non sentirmi parlare, a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio, a non avere me con cui sfogarsi per le cose che non vanno, a non avermi pronto lì a fare qualsiasi cosa per farti stare bene. Forse si sta meglio, o forse no. Però mi e venuto il dubbio e vorrei anche sapere se ogni tanto questo dubbio è venuto anche a te. Perché sai, io a volte me lo chiedo come si sta senza di te, poi però preferisco non rispondere che tanto va bene così. Ho addirittura dimenticato me stesso per poter ricordare te».
Diario di Un seduttore
(via isuoiocchidentroilmare)
(via isuoiocchidentroilmare)
Volevo scriverti, non per sapere come stai tu, ma per sapere come si sta senza di me. Io non sono mai stato senza di me e quindi non lo so. Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo di sapere se va tutto bene, a non sentirmi ridere, a non sentirmi canticchiare canzoni stupide, a non sentirmi parlare, a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio, a non avere me con cui sfogarsi per le cose che non vanno, a non avermi pronto lì a fare qualsiasi cosa per farti stare bene. Forse si sta meglio, o forse no. Però mi e venuto il dubbio e vorrei anche sapere se ogni tanto questo dubbio è venuto anche a te. Perchè sai, io a volte me lo chiedo come si sta senza di te, poi però preferisco non rispondere che tanto va bene così. Ho addirittura dimenticato me stesso per poter ricordare te.
Søren Kierkegaard, Diario del seduttore (via my-heart-is-dry)
Volevo scriverti, non per sapere come stai tu, ma per sapere come si sta senza di me. Io non sono mai stato senza di me e quindi non lo so. Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo se tutto va bene, a non sentirmi ridere, a non sentirmi canticchiare canzoni stupide, a non sentirmi parlare, a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio, a non avere me con cui sfogarsi per le cose che non vanno, a non avermi pronto lì a fare qualsiasi cosa per farti stare bene. Forse si sta meglio o forse no. Però mi è venuto il dubbio e vorrei sapere se ogni tanto questo dubbio è venuto anche a te. Perché sai, io a volte me lo chiedo come si sta senza di te, poi però preferisco rispondere che tanto va bene così. Ho addirittura dimenticato me stesso per poter ricordare te.
Soren Kierkegaard
(via comeilsoledinverno)
(via comeilsoledinverno)
Me l’ avevi promesso, sai? Me l’ avevi promesso, ricordi? Me l’ avevi promesso che saresti restato, che c’ avresti almeno provato. Ma non c’è l’ hai fatta. Non ci sei riuscito. E così anche questa promessa è volata via con il tempo e con le persone. Lontano da me, da te, da tutti. Forse un po’ colpa mia, forse un po’ colpa tua, ma in fondo cosa cambierebbe? Non si può riavvolgere il nastro. Non si può tornare indietro. Così ci accontentiamo di un “cosa saremmo potuti essere” e non di un “cosa siamo”.
(via soliassiemeuniverse)
hai presente
quelli che dicono
-mi togli il fiato?
a me no,
a me tu
me lo dai.
Gio Evan. (via miopiccolomiracolo)
Appena l'ho conosciuto,ho notato qualcosa in lui e successivamente in noi.
Era diverso da tutti gli altri che avevo avuto.
Lui non mi somigliava né cercava di farlo, lui non era come me, ma parte di me.
Per la prima volta mi sono ritrovata insieme a una persona totalmente diversa da me, e non mi pesava affatto.
Non era il classico ragazzo che ripeteva tutto ciò che dicevo, che mi assecondava in tutto, o che non mi rimproverava mai se sbagliavo.
Era uno con le palle, a volte duro, di quelli che in genere non sopporto troppo, ma poi ho visto che quella durezza e quelle palle le usava anche per difendere me, noi!
Ho visto come dietro a quella durezza c'era un semplice ragazzo che voleva solo ricevere in cambio quello che dava. Perché dava tanto davvero tanto!
Ho visto come, stando con lui, mi sono rafforzata anche io.Ho visto quanto a volte può far male la mancanza del tuo lui.
Il tuo lui,tuo, dovunque siate vi siete appartenuti così fino a fondo che niente, nemmeno l'assenza, può annullare quel che eravate.
Lui, l'amore infinito, tanto bramato, quell'amore che di te conosce le parti più imbarazzanti, le parti più intime.
Quell'amore di cui la mancanza sembra che ti tolga l'ossigeno, pur stando all'aria aperta.
Quell'amore che quando non c'è lo cerchi in qualsiasi cosa ti passi davanti, ma purtroppo o per fortuna nessuna ti attraversa come lui, passano, si fermano, ti carezzano, alcuni di pugnalano e se ne vanno.
Ma nessuno resta come lui.
Nessuno, nemmeno la maschera migliore, prima o poi cade e con lui anche l'illusione di poterla solo per un secondo sostituire.
E forse e proprio questo che lo rende così speciale.
O forse il fatto che lui sarà sempre lui.
Non importa quanti minuti passino senza che ci parliate o vi abbracciate, lui sarà sempre parte di te.
mi-hai-cambiata (via mi-hai-cambiata)
“Io sono più importante di te” disse lo scienziato.
“No, io sono più importante” rispose l’artista.
“Ma per favore, io lo sono”.
“E perché saresti più importante di me?”
“Perché senza di me, sarebbero morte tantissime persone”.
“E senza di me, molte persone, non avrebbero un motivo per cui vivere”.
“Tu fai solo illudere”.
“No, io faccio sognare”.
“Bella merda”.
…
“Sai” riprese l’artista “siamo importanti entrambi, allo stesso modo”.
“E perché mai?”
“Io uso il cuore e tu la ragione, io uso i colori, i suoni, le parole e tu usi la conoscenza, io sono un dolce sogno e tu la cruda realtà. Ma senza l’uno, non esisterebbe l’altro. Contrari e necessari.”
“Contrari e necessari…” gli fece eco lo scienziato.
“E c’è una cosa fondamentale che ci accomuna”.
“Sarebbe?”
“Entrambi facciamo vivere”.
Joy Musaj, l’artista e lo scienziato . (via ilmareditroppo)
Me ne andrò,
non per scappare
o in qualche luogo
andare.
Me ne andrò
così,
solo per vedere
l'effetto che fa,
solo per vedere
dove va
la mia vita
senza di me.
(via aboutamoonlight)
